Primo accordo tripartito per l’accumulo: 45 GW di BESS per tagliare i prezzi dell’energia

Firmato a Lussemburgo il primo impegno collaborativo dell’Unione Europea volto ad accelerare la diffusione dei sistemi di stoccaggio nel breve termine. 22 Stati membri presentano impegni per la diffusione dello stoccaggio a livello nazionale per il periodo 2026-2028: promessi già 30-35 GW
L’Unione europea ha bisogno di almeno 200 GW di sistemi di stoccaggio energetico entro il 2030 per soddisfare le esigenze della transizione e garantire l’affidabilità del sistema energetico. Parte di questa potenza potrebbe venire dal nuovo accordo tripartito per l’accumulo. Di cosa si tratta? Del primo impegno collaborativo tra settore pubblico, industriale e commerciale per accelerare l’energy storage.
L’obiettivo ultimo dell’accordo è realizzare almeno 45 GW di sistemi di stoccaggio da oggi al 2028 e i progetti presentati dagli Stati membri nella cornice dell’agreement fanno già ben sperare. Al momento infatti si contano ben 30-35 GW di nuovi sistemi di accumulo pianificati in 22 Paesi. Non solo BESS – quindi sistemi a batterie – ma anche soluzioni ibride, impianti di accumulo termico e gigafactory.
“Lo stoccaggio energetico è l’anello mancante nella transizione verso l’energia pulita”, ha commentato Dan Jørgensen, commissario per l’energia e l’edilizia abitativa a margine del lancio dell’iniziativa. “Attraverso accordi tripartiti, proponiamo un modello innovativo che unisce industria e settore pubblico. Come europei, crediamo che questo tipo di cooperazione in settori strategici chiave sia essenziale per rendere l’energia più pulita, più accessibile e per rafforzare la nostra competitività e resilienza economica”.
Come funzionerà l’accordo tripartito per l’accumulo?
La chiave del successo di questo tipo di strumenti sta nella capacità di orchestrare attori diversi, con compiti differenti verso un target condiviso. In questo caso gli sviluppatori di progetti e i grandi energivori industriali, gli istituti finanziari, gli Stati membri e ovviamente la Commissione europea. Insieme dovranno rafforzare la capacità di stoccaggio energetica comunitaria attraverso un aumento immediato della diffusione nel 2026-2028.
L’accordo riporta un obiettivo del più 20% rispetto alla potenza annuale installata nel 2025, vale a dire circa 12 GW, che corrisponde quindi a circa 45 GW di impianti.

La capacità di accumulo derivata avrà a sua volta un sotto obiettivo: dovrà garantire circa il 10% della domanda di picco, rispetto a circa il 5% del 2025, attraverso un migliore utilizzo delle rinnovabili. Il piano prevede anche di aumentare il volume dei contratti di acquisto di energia (PPA – Power Purchase Agreements) flessibili e ibridi, ossia con impianti fotovoltaici ed eolici connessi a BESS, passando da 1,5 GW del 2026 a 4,5 GW nel 2028.
Di pari passo la capacità dell’accumulo elettrochimico nel settore commerciale e industriale (C&I) dovrebbe aumentare dai 9 GWh nel 2026 a 24 GWh nel 2028 e quella dello stoccaggio termico industriale dallo 0,5 GWh del 2026 a 1,5 GWh nel 2028.

Chi farà cosa?
Nell’ambito dell’accordo tripartito per l’accumulo gli sviluppatori forniranno stime annuali dei nuovi progetti, mentre le industrie consumatrici di energia realizzeranno impianti di storage presso i propri siti, fornendo anche informazioni più chiare su quando e quanta elettricità consumano.
“La certezza e la visibilità dei progetti sono fondamentali per gli investitori. Ed è esattamente ciò che offriamo con il nostro primo accordo tripartito”, ha aggiunto il commissario Jørgensen anticipando il sostegno dell’esecutivo ad una serie di attività finalizzate dal Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI). L’istituto bancario metterà in campo una strategia di sostegno agli investimenti che comprenderà l’apertura del programma pilota da 500 milioni di euro per PPA alle soluzioni di energy storage. E l’estensione del pacchetto per la produzione di reti (Grids manufacturing package) da 1,5 miliardi di euro per la catena di approvvigionamento europea.
Alle autorità nazionali firmatarie dell’accordo, oltre a presentare i rispettivi impegni per il 2026-2028, è stato chiesto di sostenere il settore approvando tariffe di rete che riflettano i costi e non siano discriminatorie, incentivando la flessibilità e, dove necessario, fornendo sostegno finanziario diretto nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.
Al momento della firma il settore industriale ha anche presentato una serie di progetti che possono essere facilmente replicati e che possono essere usati come modello dimostrativo dell’accordo tripartito. Due di questi si trovano in Italia.
Parliamo del progetto FAENIX e del Progetto GESIIS – Fri-El. Il primo è una piattaforma integrata per la produzione di batterie basata su due siti italiani con una capacità produttiva cumulata di 16 GWh all’anno: la gigafactory di Teverola, attualmente in costruzione, e l’hub industriale di Brindisi. Il secondo progetto, lanciato quest’anno, mira a decarbonizzare le grandi serre idroponiche sfruttando geotermia a ciclo chiuso con stoccaggio termico stagionale.
Fonte: https://www.rinnovabili.it/energia/accumulo/accordo-tripartito-accumulo/

