L’Europa brucia e i prezzi della luce salgono: l’ondata di calore si legge in bolletta

Le temperature salgono fino a 35-40°C e nei principali mercati europei i prezzi elettrici viaggiano sopra gli 80 euro/MWh spinti in alto da una domanda più elevata – frutto della necessità di raffrescamento – e da futures del CO₂ più alti . Record per l’Italia, il cui PUN index giornaliero appare costantemente sopra i 100 euro/MWh
Le temperature salgono fino a 35-40°C e nei principali mercati europei i prezzi elettrici viaggiano sopra gli 80 euro/MWh spinti in alto da una domanda più elevata – frutto della necessità di raffrescamento – e da futures del CO₂ più alti . Record per l’Italia, il cui PUN index giornaliero appare costantemente sopra i 100 euro/MWh
Quanto ci costerà in bolletta l’ondata di calore?
Ben 162,66 euro al MWh. Questo il picco giornaliero raggiunto dai prezzi elettrici all’ingrosso in Italia il 24 giugno. E stavolta non è colpa della guerra. L’intensa ondata di calore che ha investito l’Europa sta facendo “sudare” anche il sistema elettrico, con impatti diretti sulla sicurezza e sui costi per la maggior parte dei mercati europei.
Le ultime analisi di settore mostrano, infatti, netti rincari settimanali anche in Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Germania e Regno Unito. Un caro prezzi diffuso che, sebbene non giunga inaspettato, merita di essere osservato più da vicino nelle sue cause.
I dati sulla domanda e l’offerta di energia elettrica
In generale su tutti i mercati si evidenzia un aumento della domanda elettrica spinto dalla crescente esigenza di refrigerio. Il potente “anticiclone africano” che ha intrappolato il Vecchio Continente in una bolla d’aria calda, ha spinto i termometri europei a 35-40°C, con punte di 45°C in alcune località di Spagna e Francia.
La risposta è stata univoca: condizionatori e ventilatori stanno facendo gli straordinari, aumentando di conseguenza la domanda elettrica praticamente ovunque. L’Italia tuttavia ha registrato l’aumento maggiore dei consumi, un più 12% nella terza settimana di giugno.

Contemporaneamente l’offerta ha spinto sulle più costose fonti fossili. Tra una generazione eolica in calo e la momentanea chiusura di alcuni reattori francesi per il riscaldamento dei fiumi, le centrali elettriche a gas hanno conquistato sempre più spazio dall’inizio dell’ondata di calore a oggi; soprattutto grazie alla possibilità di soddisfare la domanda di raffreddamento serale.
La “buona” notizia? In questi giorni i prezzi del gas naturale in Europa sono scesi intorno ai 41 euro per MWh, avvicinandosi al livello minimo degli ultimi due mesi, grazie ai segnali di normalizzazione delle attività attraverso lo Stretto di Hormuz.
Di contro, tuttavia, i permessi di emissione di carbonio dell’UE continuano a salire e nella terza settimana di giugno hanno oscillato intorno agli 80 euro/t, con un picco di 81,4 euro il 22 giugno. Vediamo cosa significa tutto questo a livello dei prezzi della luce.
I prezzi elettrici in Italia
Rispetto ai rincari decisamente consistenti registrati negli altri mercati europei, in Italia i prezzi elettrici sono aumentati “solamente” del 3.7% nell’ultima settimana. Tuttavia il Belpaese rimane il più caro della classifica, con un PUN medio per la scorsa settimana di 127.69 euro/MWh. Livello già ampiamente superato nei primi giorni di questa settimana, in cui il PUN Index del Gestore dei Mercati energetici (GME) viaggia costantemente sopra i 140 euro/MWh; con picchi serali che hanno superato i 210 euro/MWh.

Una progressione che avanza in parallelo con quella del fabbisogno. Dalla piattaforma di Terna è possibile osservare l’andamento dei valori di picco massimi del fabbisogno nazionale totale per il periodo dal 1° al 24 giugno 2026. Il grafico mostra un’impennata verticale del Peak Load giornaliero, ossia del momento in cui la domanda elettrica raggiunge il suo livello massimo assoluto a partire dal 15 giugno. Il valore massimo si è raggiunto ieri, il 24 giugno 2026 alle ore 14:00, l’ora più calda, toccando la cifra di 55.12 GW. Il fotovoltaico ha coperto circa il 43% della domanda, ma con il calo di eolico e idroelettrico, la gran parte del lavoro l’hanno svolta le fonti fossili fornendo 16.59 GW.

I prezzi elettrici negli altri paesi
Le analisi settimanali di AleaSoft Energy Forecasting mostrano come ad eccezione del mercato nordico (che ha registrato un calo del 12%), nel resto dei Paesi i trend sono stati tutti rialzisti nella settimana del 15 giugno. Nel dettaglio i mercati spagnolo, portoghese e francese hanno registrato i maggiori aumenti percentuali, rispettivamente dell’83%, 88% e 217%. Qui le medie settimanali hanno inoltre superato gli 80 euro/MWh quasi ovunque, andando da un minimo di 83.13 euro/MWh in Francia ad un massimo di 118.99 euro/MWh nel Regno Unito. Per il mercato nordico invece si è registrata una media di 54.28 euro/MWh.

Il peggio però dovrebbe arrivare questa settimana. In Belgio i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica nella serata di mercoledì hanno superato i 1.000 euro/MWh alle 20:45 con previsioni di ulteriori aumenti per oggi. E picchi orari vertiginosi erano stati previsti per ieri anche in Germania (665,82 euro/MWh) e in Francia 313,36 euro/MWh.
Fonte: https://www.rinnovabili.it/energia/infrastrutture/europa-brucia-prezzi-elettrici/

