FER X definitivo, la Commissione UE dà il via libera al regime da 23 mld

UE: “il regime italiano è necessario, appropriato e proporzionato”

Avrebbe dovuto prendere il testimone lì dove il FER X transitorio si era interrotto a fine 2025. E invece per il FER X definitivo si è dovuto aspettare mesi e ancora si aspetta. La buona notizia? La Commissione europea ha dato la sua “benedizione” approvando il testo base alla normativa sugli aiuti di stato. Un via libera che di fatto sblocca i 23 miliardi di euro stanziati a sostegno della misura, in attesa di vedere la pubblicazione sul sito del MASE.

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“Con questo regime […] l’Italia sosterrà la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a partire da varie tecnologie, come l’energia eolica onshore, l’energia fotovoltaica o l’energia idroelettrica, al fine di conseguire gli obiettivi del patto per l’industria pulita”, ha commentato a margine dell’approvazione Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva.

FER X a regime, all’asta oltre 27 GW di rinnovabili

“Il via libera della Commissione europea allo schema di decreto FER X a regime ha commentato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto – consente di proseguire il percorso di realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili mature. Si tratta di uno strumento strategico per rafforzare l’autonomia energetica del Paese, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire continuità al meccanismo transitorio entrato in vigore nel 2025”.

La grande novità del provvedimento è che disporrà criteri diversi dal prezzo per le procedure competitive così come previsti dal regolamento sull’industria a zero emissioni nette, e di cui l’Italia ha già anticipato il recepimento con le ultime aste NZIA dedicate al fotovoltaico del FER X Transitorio.

Come funzionerà il FER X definitivo?

Il regime incentivante è dedicato agli “impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato”. Ossia quelli fotovoltaici, idroelettrici, eolici a terra e di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione, mirando a mettere in campo 37,15 GW di nuova capacità di produzione elettrica. Di questi 10 GW saranno riservati agli impianti fino a 1 MW di potenza e i restanti 27,15 GW per quelli di maggiore dimensione.

L’impostazione è identica a quella del meccanismo transitorio, ma in questo caso la validità non prima del 31 dicembre 2030. Tuttavia, gli aiuti per gli impianti di potenza superiore a 1 MW potranno essere concessi solo entro 2 anni dalla data di entrata in vigore. L’obiettivo è includere solo i potenziali beneficiari che abbiano già ottenuto un’autorizzazione o abbiano già avviato l’iter per ottenerla.

Il FER X sosterrà la costruzione di impianti selezionando tramite gare competitive i progetti e firmando con gli sviluppatori contratti per differenza (CfD) bidirezionali. Nell’ambito di questi contratti l’incentivo assumerà la forma di un bonus per ogni kWh di energia elettrica prodotto e immesso nella rete, sulla base di un cosiddetto prezzo di esercizio.

In base al meccanismo dei CfD, quando i prezzi di mercato elettrico sono inferiori al prezzo di esercizio, lo Stato paga la differenza al produttore. Se sono superiori, sono i produttori a rimborsare la differenza. Il tutto per un periodo di 20 anni.

“Le autorità italianesi legge sul sito comunitario organizzeranno una procedura di gara distinta per le tecnologie solari ed eoliche con una capacità superiore a 1 MW, in cui i candidati dovranno rispettare ulteriori criteri di preselezione previsti dal regolamento sull’industria a zero emissioni nette. Gli impianti con una capacità inferiore a 1 MW possono beneficiare direttamente del regime senza partecipare a una procedura di gara. In questo caso il prezzo di esercizio è fissato amministrativamente dall’ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente)”.

La Commissione ha constatato che il regime italiano soddisfa le condizioni della disciplina sugli aiuti di Stato (sezioni 3 e 4.1.2) e che sia necessario, adeguato e proporzionato.

I primi commenti

La notizia è stata accolta con sollievo dal settore delle rinnovabili in Italia ma con cautela. “Auspichiamo che l’imminente uscita del FER X garantisca un livello di sostenibilità degli investimenti e di beneficiare di quelle che sono state le risultanze dell’asta FER X transitorio soprattutto per l’eolico”, ha raccontato a Rinnovabili Roberto Pasqua, Executive Director of South & East Europe e Country Lead in Italia di EDP. “Il livello di prezzo di queste aste deve garantire una maggiore partecipazione dell’eolico e aggiudicazione di una capacità notevolmente superiore a quella del FER x transitorio”.

 

Fonte: Rinnovabili