Eolico e sicurezza energetica, ANEV: “Basta veti, liberiamo 117 GW di progetti bloccati”

Il convegno ANEV “Eolico: sicurezza energetica e obiettivi climatici nel rispetto della tutela del territorio” per la Giornata Mondiale del Vento 2026
L’energia eolica svolge un ruolo strategico nel percorso di transizione energetica del Paese. Per conseguire gli obiettivi climatici nazionali ed europei è necessaria un’accelerazione degli investimenti nelle fonti rinnovabili, prima di tutto a favore dell’eolico, accompagnata da strumenti di pianificazione efficaci e da procedure autorizzative più rapide e certe. Questo il quadro emerso dal convegno “Eolico: sicurezza energetica e obiettivi climatici nel rispetto della tutela del territorio”, promosso dall’ANEV in
occasione della Giornata Mondiale del Vento 2026.
Nel corso dell’evento un’attenzione particolare è stata dedicata al tema delle aree idonee a all’urgenza di una pianificazione coordinata che favorisca lo sviluppo degli impianti. Superare le attuali criticità normative, attraverso una maggiore collaborazione tra istituzioni e stakeholder, è oggi una priorità.
Anche per il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’eolico può fornire un contributo determinante all’indipendenza energetica e alla transizione. Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in videoconferenza, ha infatti dichiarato: “L’energia eolica può offrire un contributo determinante al rafforzamento del sistema delle energie rinnovabili nel nostro Paese”. “Il Governo – ha proseguito il Ministro – è impegnato nel potenziamento degli strumenti di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili e nella definizione di un quadro normativo chiaro e uniforme, capace di favorire gli investimenti e accelerare la transizione energetica. È essenziale continuare il confronto con gli operatori del settore per costruire un percorso condiviso che dia il massimo impulso alla decarbonizzazione, alla sicurezza energetica e all’indipendenza del Paese”.
Togni: “basta con le dittature delle minoranze”
L’accettabilità sociale passa anche dal beneficio economico che il territorio può avere. Simone Togni, Presidente ANEV, ha spiegato che “Pianificazione, certezza delle regole e coinvolgimento dei territori sono condizioni indispensabili per accelerarne la diffusione, rafforzando al contempo la sicurezza energetica nazionale e il raggiungimento degli obiettivi climatici europei. Ancora una volta i sondaggi ci confermano che l’accettabilità sociale di questa tecnologia è altissima al contrario di quanto emerge dalla narrazione sulla stampa. Bisogna uscire dalla situazione attuale che vede il Paese schiavo delle dittature delle minoranze e garantire che dopo le dovute discussioni pubbliche si assumano le decisioni corrette sulla base delle evidenze amministrative”.
Le rinnovabili sono tecnologie in grado di contribuire alla riduzione strutturale dei costi dell’energia e di offrire al Paese una maggiore protezione dalla volatilità dei combustibili fossili. La Giornata mondiale del Vento conferma il ruolo dell’eolico come pilastro della transizione energetica e come leva di sicurezza, autonomia e competitività industriale.
“In questo quadro, – ha affermato il Direttore Relazioni Esterne e Programmazione Strategica del GSE, Vito Pastore, come annunciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il nuovo FER X rappresenta uno strumento centrale per accompagnare la crescita del settore. Le aste previste tra il 2026 e il 2027 potranno assegnare oltre 16 GW di nuova capacità eolica, offrendo agli operatori un orizzonte di maggiore certezza e stabilità. È un passaggio importante per accelerare gli investimenti, rafforzare la filiera nazionale e contribuire, nel medio periodo, a contenere l’impatto dei costi energetici su cittadini e imprese”.
Eolico e sicurezza energetica, il rapporto tra gli italiani e l’energia
Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, ha presentato i risultati dell’indagine demoscopica realizzata per ANEV sul rapporto tra gli italiani e l’energia. L’indagine, datata maggio 2026, restituisce il quadro di un’opinione pubblica italiana profondamente preoccupata rispetto alla situazione internazionale e alle possibili conseguenze economiche per il Paese. L’instabilità in Medio Oriente e il rischio di riduzione dell’offerta di petrolio vengono percepite come una minaccia concreta e immediatamente collegata alla vita quotidiana delle famiglie e delle imprese.
Gli italiani chiedono più sicurezza e riduzione delle bollette: l’82% teme gli effetti negativi della dipendenza dalle fossili e il 73% vede nelle rinnovabili la soluzione. Oltre l’80% degli italiani considera giustificato l’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia e ritiene che gli effetti economici della crisi si stiano già manifestando. Il dato assume un significato particolarmente rilevante perché si distribuisce in maniera molto omogenea tra generazioni, generi e aree territoriali.
Lo sviluppo degli impianti eolici sul territorio nazionale è visto positivamente da più del 60% degli italiani e la quota supera il 70% tra i residenti al Sud. Anche pensando alle scelte energetiche che l’Italia deve compiere relativamente al futuro nell’opinione pubblica italiana prevale chi punterebbe sulle rinnovabili rispetto al petrolio o al nucleare.
Alla domanda: pensando ai prossimi 10 anni, secondo lei, l’Italia dovrebbe puntare maggiormente ad energia proveniente da? Il 65% ha indicato le fonti come eolico e solare, che vengono considerate le più efficaci per rafforzare l’indipendenza energetica italiana. Il risultato evidenzia come la transizione energetica sia ormai percepita da gran parte degli italiani come una direzione inevitabile e strutturale.
Anche il tema dell’energia eolica restituisce indicazioni molto interessanti. Lo sviluppo degli impianti eolici sul territorio nazionale è visto positivamente da oltre due terzi degli italiani, con livelli di consenso particolarmente elevati nel Mezzogiorno. “La ricerca dimostra un’anomalia dell’eolico: l’accettabilità aumenta dove ci sono gli impianti e dunque nelle regioni del Centro-Sud“, ha commentato Togni, Presidente di ANEV.

La maggioranza assoluta degli intervistati ritiene inoltre che il Paese non stia facendo abbastanza per raggiungere una reale indipendenza energetica. Gli italiani esprimono un giudizio severo sulla capacità di prepararsi e proteggersi da shock esterni. Gli intervistati mostrano inoltre una forte apertura verso politiche pubbliche già sperimentate in altri Paesi europei. Gli incentivi al trasporto pubblico, il taglio dell’IVA su fotovoltaico e pompe di calore e i sistemi di tariffazione progressiva vengono accolti positivamente dalla maggioranza del campione.
La ricerca evidenzia inoltre un consenso molto ampio verso le fonti rinnovabili, considerate dalla maggioranza degli italiani uno strumento efficace per contenere e stabilizzare i costi dell’energia. Per molti cittadini italiani, investire nelle rinnovabili significa oggi soprattutto ridurre la vulnerabilità economica del Paese rispetto alle oscillazioni internazionali dei prezzi dell’energia.
Il grande potenziale dell’eolico in Italia
Nella sessione dedicata al quadro europeo e nazionale dell’eolico per accelerare la transizione energetica, Tinne Van der Straeten, CEO di WindEurope, ha parlato del grande potenziale dell’eolico nel nostro Paese. “In Italia avete già una capacità installata di 13,5 gigawatt, che costituisce una forte base industriale e indica anche che il vento è già una parte importante, la spina dorsale, del vostro sistema energetico. Forse qualcuno di voi penserà che sono troppo ottimista, ma vi assicuro che i semi perché l’eolico diventi ancora più importante qui in Italia sono già stati piantati“.
L’eolico non è soltanto una questione di lotta al cambiamento climatico, è una questione di competitività. Molto importante è garantire che l’energia sia prodotta domesticamente. In tal senso e in prospettiva futura, WindEurope ha costruito un piano in 10 punti per l’elettrificazione dell’Europa. Nelle prossime settimane il piano sarà pubblicato con tutti i dettagli e permetterà ai Governi europei di pianificare l’elettrificazione per i prossimi 10 anni.
“Non basta però annunciare nuove politiche, non basta il FERX. Ci sono ancora molti problemi che dovete affrontare in Italia. – ha riconosciuto Tinne Van der Straeten – Il contesto è sicuramente lento e frammentato. Vediamo per esempio i progetti in Sicilia che si muovono più rapidamente mentre altrove sono molto più lenti. Tutto questo porta a un disallineamento tra il piano nazionale e la sua applicazione a livello regionale. Ci sono molti progetti bloccati, noi li chiamiamo progetti zombie, e vanno sbloccati. Stiamo parlando di 117 gigawatt soltanto in Italia. Bisogna discuterne a livello europeo e bisogna parlare delle regole tecniche soggiacenti a questi progetti. Adesso i progetti più maturi e più necessari devono avere la priorità“.
Esistono però ancora molte resistenze, soprattutto per quanto riguarda l’eolico offshore, ma l’energia eolica è troppo preziosa per essere lasciata da parte. Ogni gigawatt eolico che non viene realizzato si traduce in occasioni perdute in termini di sicurezza energetica e competitività industriale. Per tale ragione il convegno ha messo in evidenza quanto sia importante la revisione del modello organizzativo della Commissione PNRR-PNIEC per una maggiore efficienza e celerità nella valutazione dei progetti.
Fonte: Rinnovabili

