Accumulo su larga scala: così le batterie sostituiranno il gas nel bilanciamento di rete

Lo studio di Ember mostra come i sistemi di accumulo su scala industriale possano offrire flessibilità a breve termine in Italia e nell’Unione europea a un costo del 20% più basso rispetto ai nuovi impianti a gas
Il nuovo report “Batteries and demand flexibility are ready to scale across the EU”
Le batterie e la flessibilità lato della domanda sono destinate a limitare l’utilizzo della generazione a gas per il bilanciamento della rete elettrica europea. Questo è il messaggio che arriva dal nuovo studio di Ember, frutto dell’analisi sugli scenari dei TSO comunitari.
Il documento butta un occhio sul futuro dello stoccaggio elettrochimico nel vecchio continente, offrendo una serie di stime su costi, capacità e ruolo dei BESS nella stabilità del sistema elettrico. E valutando anche le potenzialità in termini di modulazione della domanda, derivanti dalla diffusione dei veicoli elettrici e delle pompe di calore.
Il tema è chiaro: in uno scenario in cui le rinnovabili non programmabili continuano a crescere, la rete ha sempre più bisogno di risorse di flessibilità. Risorse che non andrebbero cercate negli impianti termoelettrici a gas. La questione ha poco a che vedere con la crisi energetica e la volatilità delle commodity fossili, sebbene sia impossibile non considerare anche tali risvolti. Gli autori del report, tuttavia, preferiscono mettere a fuoco un aspetto pratico, entrando nel dettaglio degli investimenti e della capacità di tali risorse di spostare la curva di carico verso le ore in cui le energie rinnovabili sono abbondanti.
Batterie UE, il parco installato oggi e domani
Secondo l’analisi la potenza dell’accumulo energetico tramite batterie nell’UE dovrebbe quadruplicare in 5 anni, passando dai 43 GW di fine 2025 a 178 GW entro il 2030.

Ovviamente i BESS su larga scala vanterebbero la crescita potenziale maggiore, sia che si tratti di impianti a servizio della rete che di sistemi connessi a grandi parchi eolici o fotovoltaici. Insieme i segmenti dovrebbero raggiungere i 107 GW installati per la fine del decennio. “Alla fine del 2025 – scrive EMBER – l’UE disponeva di circa 3 GW di capacità di accumulo a batteria su larga scala per ogni 100 GW di energia eolica e solare, pari a un rapporto del 3%. Entro il 2030, questo rapporto è destinato a salire al 12%”.
Ma anche le batterie al servizio di impianti fotovoltaici domestici e commerciali, dette in gergo “dietro il contatore”, faranno la loro parte, raddoppiando la potenza installata entro il 2030. Le leve di crescita però saranno diverse. Se per le piccole batterie sarà la lungimiranza e la possibilità economica di famiglie e imprese a fare da traino (nella maggior parte dei casi i costi iniziali sono ancora un ostacolo), per i grandi BESS sarà anche una questione di convenienza.
“I progetti basati su batterie sono sempre più competitivi in termini di costi rispetto alle nuove centrali a gas per quanto riguarda la flessibilità a breve termine, oltre ad essere più rapidi da realizzare”, spiega il think tank energetico. “Ciò riflette sia il miglioramento delle economie di scala […], sia l’aumento dei costi per le nuove centrali a gas”.
BESS vs gas nella fornitura di flessibilità
Per gli autori del rapporto entro la fine di questo decennio i grandi BESS potrebbero offrire flessibilità a breve termine nell’UE a un costo inferiore del 20% rispetto alle nuove centrali a gas di picco. Nel dettaglio in Italia il costo di capitale per batterie su scala industriale (con durata di 4 ore) si aggirarebbe intorno ai 550 €/kW, quello di un nuovo impianto a gas a ciclo aperto si attesterebbe a circa 780 €/kW nel 2030 (terzo valore più alto tra i paesi selezionati, dopo Paesi Bassi e Germania).

Non solo. Nel 2025, tutte le batterie UE messe insieme erano in grado di immettere nella rete elettrica una quantità pari al massimo al 25% della produzione oraria massima di tutte le centrali a gas dell’UE messe insieme. Entro il 2030, si prevede che questa quota supererà l’80%. In altre parole il loro ruolo nel bilanciamento diverrà essenziale.
Se i 178 GW fossero confermati, l’accumulo fisso potrebbe spostare il 10% della produzione giornaliera di energia solare ed eolica dalle ore di punta alle ore serali di maggiore domanda, rispetto al 5% del 2025. Per le sole batterie dietro il contatore il documento calcola la capacità di spostare circa il 17% della produzione giornaliera di energia solare sui tetti dalle ore di punta alle ore serali nel 2030, contro il 12% attuale.

“La flessibilità pulita è una realtà”, spiega la Dott.ssa Beatrice Petrovich, analista energetica senior. “La rapida crescita delle batterie, della ricarica intelligente dei veicoli elettrici e delle pompe di calore può ridurre la dipendenza dal gas per il bilanciamento della rete e alleggerire la pressione su di essa. La sfida ora non è l’innovazione, ma l’implementazione: rimuovere gli ostacoli, premiare la flessibilità e scalare queste soluzioni abbastanza velocemente da evitare di vincolarsi a un sistema di backup basato sui combustibili fossili non necessario”.
Fonte: https://www.rinnovabili.it/energia/accumulo/batterie-ue-sposteranno-fv-eolico/

